Walker Evans (1903-1975)

Nato a St. Louis, Missouri, da una famiglia benestante, dopo aver studiato in alcune scuole esclusive come il Williams College, nel Massachusetts, lavorò per un breve periodo alla Public Library di New York e, nel 1926, partì per Parigi dove frequentò per un anno alcuni corsi alla Sorbona dove ebbe modo di osservare ed appasionarsi al lavoro fotografico di Nadar e, ancor di più agli scatti di Atget.

I suoi soggetti sono ritratti in modo netto, semplice e austero, non ci sono compromessi nella sua attività nello staff di fotografi dell'Fsa, siamo nel 1935 e Evans incontra Dorothea Lange e percorre il paese documentando in modo "frontale" la realtà terribile degli anni della grande depressione, testimone la sua Folding 20 x 25 con la quale ritrarrà affittuari in case fatiscenti, sui loro pochi beni, sui carichi di lavoro, sui raccolti, sulle scuole e poi tanta architettura che Evans utilizzerà per guidarci nella cultura americana, le sue immagini dei luoghi rendono pienamente, quasi in maniera corale, tutta la grandezza e la complessità degli Stati Uniti. Nella seconda parte della gallery troverete delle foto fatte a fine anni '30 e inizi '40 in metropolitana a New York, infatti tra il 1938 e il 1941 Evans lavorò con Helen Levitt: sono gli anni dei famosi scatti che compongono i "Subway portraits". Con una macchina fotografica nascosta nel cappotto dotata di pellicole dalla grande sensibilità per l'epoca il fotografo scattò tantissime foto a passeggeri inconsapevoli nella metropolitana di New York, il lavoro diventò un libro dal titolo "Many are called" edizione ripubblicata nel 2004 in occasione del centenario della subway newyorkese

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